P7: prevenzione delle recidive

Secondo la metodologia 8D non è sufficiente implementare solamente azioni correttive permanenti. Il problema, infatti, potrebbe ripresentarsi in futuro, con conseguenti costi in termini di reputazione e denaro. La prevenzione delle recidive gioca dunque un ruolo fondamentale nel miglioramento di un processo produttivo. Come nelle fasi precedenti, non esiste un protocollo standard di azioni da compiere, ma si lascia un ampio margine di manovra all’organizzazione.

Un esempio di azioni preventive: Bosch

Prendiamo ad esempio le procedure adottate da Bosch durante la messa in pratica delle azioni preventive. Il produttore, infatti, elenca le seguenti strategie di prevenzione:

  • aggiornamento e revisione della documentazione, tra cui FMEA, piani di controllo, e diagrammi
  • definizione di misure appropriate per quanto riguarda il sistema di gestione della qualità
  • trasferimento delle conoscenze acquisite attraverso un ‘Lessons Learned Network’.

Queste procedure, se svolte correttamente, porteranno a un aggiornamento e miglioramento degli standard di qualità, e a uno scambio di idee ed esperienze.

Lessons learned

Le lezioni apprese sono un importante strumento di lavoro che permette di evitare la duplicazione inutile del lavoro e di prevenire dei problemi già affrontati e risolti. È dunque importante che queste conoscenze siano acquisite, e catalogate con cura, affinché tutti possano beneficiarne.

A causa della loro importanza, le lezioni apprese devono contenere descrizioni comprensibili delle relazioni causa-effetto e una serie di istruzioni da seguire. Queste istruzioni devono rispondere alle domande: ‘cosa dovremmo fare in futuro?’, ‘cosa non dovremmo fare in futuro?’ Ulteriori quesiti da porsi riguardano l’identificazione di ulteriori aree possibilmente affette dagli stessi problemi, le tempistiche con cui questi problemi possono manifestarsi, e la quantificazione dei danni da essi causati.

Le lezioni apprese vanno poi condivise con i diretti interessati, principalmente attraverso riunioni volte a raccogliere feedback sul lavoro svolto, l’aggiornamento o la redazione di nuovi standard di lavoro. Un ruolo fondamentale giocano i cosiddetti ‘knowledge networks’, utili per la condivisione dei documenti contenenti le lezioni apprese e per la facile fruizione di questi da parte di ingegneri e soprattutto manager, i quali devono avere un ruolo attivo nel processo di risoluzione dei problemi.

Studio di caso: cintura di sicurezza

Ritorniamo al caso della cintura di sicurezza proposto nei precedenti articoli. Anche in questo caso è presente il campo ‘description’ in cui è possibile inserire una descrizione generale delle azioni da intraprendere per prevenire le recidive. Da notare la presenza di un campo personalizzato ‘Lessons learned’, non presente di default, in cui si possono listare le varie lezioni apprese durante la risoluzione del problema.

Segue poi la lista delle azioni intraprese per prevenire le recidive. Nell’esempio in figura sono presenti le voci ‘Redazione di documenti contenenti le lezioni apprese’, e ‘Upload dei documenti nell’intranet aziendale’. Come visto in precedenza, ciascuna azione deve essere completata affinché si possa procedere alla compilazione delle parti successive. Infine, come nelle precedenti sezioni, è obbligatorio inserire il responsabile del completamento dell’azione e la data di completamento.

Bibliografia

Quality Management in the Bosch Group: 16. Problem Solving